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Premio Lions 1960 – AURELIO LAMPREDI


Il motorista di Ferrari

Aurelio Lampredi nacque a Livorno nel 1917, da una famiglia modesta (il padre Michelangelo era una guardia daziaria). Fin da piccolo manifestò uno spiccato interesse per la tecnica e per l’automobilismo. Terminate le scuole medie venne assunto come operario al Cantiere navale Luigi Orlando di Livorno, come semplice operaio, per poi passare come apprendista al reparto progettazione. Ottenuto un diploma all’Istituto Tecnico Superiore di Friburgo in Svizzera, continuò la sua attività come disegnatore ai detti Cantieri e poi all’ufficio progetti della Piaggio di Pontedera, dove alle dipendenza di Corradino d’Ascanio, nacque la passione per i motori, sviluppata poi alle Officine Meccaniche Reggiane – Caproni.

Passato in Ferrari nel 1946, vi rimase un solo anno, per approdare alla Isotta Fraschini, dove lavorò alla famosa “otto cilindri”

Ma, richiamato da Enzo Ferrari in persona dopo soli sette mesi, Lampredi rientrò a Maranello, aprendo la sua stagione più luminosa, quella dello sviluppo del celeberrimo V12 Ferrari nella versione da 4500 cc. poi ridotto fino a 3000cc. che, montato sulla Tipo 375F1 regalò a Ferrari il primo successo in Formula 1 a Silverstone. Quindi sviluppò il progetto della Tipo 500 F2 con cui Ferrari vinse i due titoli mondiali del 1952 e 1953 con pilota Alberto Ascari.

Lasciato Maranello nel 1955, Lampredi aprì la seconda fase della sua carriera, vissuta in Fiat, dove si dedicò allo sviluppo ed all’ideazione di motori per le vetture di grande serie, diventando uno dei più grandi motoristi  della casa torinese.

Il suo gioiello fu il motore realizzato per la Fiat 124, messo in produzione nel 1966, con un’avveneristica soluzione di comando della “distribuzione bialbero a camme in testa con cinghia dentata in gomma” che, nella sua architettura di base, è rimasto in produzione fino al 2000, identificandosi presso gli automobilisti con il suo inventore come “bialbero Lampredi“.

Dal 1973 al 1982 fu anche Amministratore Unico dell’Abarth, contribuendo ai grandi successi rallystici della Fiat 124 Abarth Rally e della Fiat 131 Abarth.

Un esempio della genialità tecnica labronica, degno successore dell’artista Natali nella carrellata dei premi Lions.

Aurelio Lampredi è deceduto a Livorno nel 1989.