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Premio Lions 1963 – MARIO BORGIOTTI


Una vita per i Macchiaioli

Mario Borgiotti, nacque a Livorno il 22 agosto 1906, nella popolare via Garibaldi, in una famiglia di gente di mare ed operai (il padre era facchino del porto). Rimasto orfano in tenera età, fu, per tutta la vita, un autodidatta di genio. Impiegatosi nella bottega di un liutaio, si appassionò alla musica iniziando a prendere lezioni di violino, che suonerà in gioventù nei locali e nei teatri per procurarsi i danari da investire nell’acquisto di quadri degli amati pittori macchiaioli.

Impiegatosi quindi nella bottega del barbiere Filocrate Falli in via dell’Indipendenza, vi conobbe i pittori del Gruppo Labronico ed Ulvi Liegi, acquisendo passione per la pittura, che iniziò a praticare da autodidatta, affiancandola all’acquisto ed al commercio di dipinti (dal 1922).

Fin dal 1927  inizia a promuovere mostre di pittura dell’800, specie degli amati Macchiaioli, in varie città (Pisa, Lucca, Firenze, Viareggio, dove frequenta il vivace ambiente artistico fatto dai Viani, i Repaci, Pea, Moses Levy, Galileo Chini, Rinaldo Cortopassi ed Ermete Zacconi.

Come pittore si specializza particolarmente nel ritratto e nel ritratto di personaggi famosi, specie altri artisti. Tiene numerose mostre in varie città italiane.

Ma Borgiotti rimane famoso soprattutto come promotore di cultura pittorica nella città di Livorno e dei valori della pittura macchiaiola nel mondo. Trasferitosi nel 1938 a Firenze, vi conosce Montale, Ojetti, Emilio Cecchi, Bino Sanminiatelli, e i mercanti Francesco Ciardello, Gabriele Consolazio, Bruno Focardi, Salvatore Romano e Aldo Pazzagli.

Borgiotti costituisce una importante collezione privata di opere toscane dell’800 che, nella primavera del 1946, pubblica nel volume “I Macchiaioli” e nell’estate espone alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti. Da qui si sviluppa la promozione al livello mondiale della pittura macchiaiola, con mostre nelle principali gallerie d’arte di Firenze, Milano, Genova, Torino e presso il suo studio milanese, ove si era trasferito nel 1955 per rimanervi fino al 1976; esposizioni in enti e musei, fra cui, nel 1964, una a Montecatini Terme sotto il titolo “Macchiaioli Toscani d’Europa”, poi trasferita negli Stati Uniti per una serie di passaggi nei maggiori musei americani.

E soprattutto volumi fondamentali per la conoscenza dell’arte toscana dell’Ottocento quali “Poesia dei Macchiaioli” del 1958, massimo riconoscimento alla mostra del “Libro d’Arte” di Norimberga; “Genio dei Macchiaioli”, uscito nel 1964 e riedito nel 1968.

Rimase sempre legatissimo alla sua città, ove si fece promotore di importantissime iniziative, una delle quali ancora oggi, a sessantatre anni dalla fondazione, sopravvive, ovvero il Premio di Pittura “Rotonda di Ardenza”, ideata ed organizzata con l’aiuto di Nedo Luschi e Renzo Casali (dal 1953). Ed ancora, nell’estate del 1961,il “Premio Spalletta” assieme a Renato Natali, Bruno Miniati e Aldo Santini.

E nel 1963, meritato, giunge appunto il premio Lions, “per aver sempre dimostrato attaccamento vivissimo alla sua città natale e per le vicende artistiche passate ed attuali della città stessa” (dalla motivazione).

Borgiotti muore a Firenze il 19 dicembre 1977, ed è sepolto al Cimitero delle Porte Sante.